UNA STORIA NEROVERDE 
(di Fausto Buffoli in collaborazione con il prof. Vincenzo Filisetti)

 Periodi storici: (1910-1945) – (1945-1960) – (1960-1975) – (1975-1990) – (1990-Oggi)

DALLA NASCITA FINO ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE
(1910-1945)
Dalle notizie raccolte si ritiene che la nascita dell’Unitas sia avvenuta nel 1910.

 

Il libro “Una Storia Neroverde
di Fausto Buffoli
(Chi fosse interessato ad avere una copia del libro, può ritirare gratuitamente il testo presso il Bar del Campo Sportivo.)
  

L’iniziativa partì da alcune persone che avevano buona reputazione in paese con a capo il Sig. Cesare Guzzi e trovò subito il consenso della comunità.
Si fecero le prime riunioni, si decisero alcuni compiti all’interno del gruppo dirigente, e soprattutto fu dato un nome alla società.
Sul nome si fece un bel discutere; alla fine si scelse UNITAS perché quello era un termine che esprimeva il senso dell’unità, dell’unione e questo significato piacque soprattutto ai giocatori che lo vivevano già come spirito di squadra.
Una vivace discussione sorse anche per decidere il colore delle maglie; chi le voleva rosse, chi blù, chi bianche, chi gialle, senza una precisa motivazione.
Si scelse il verde (la maglia neroverde fu introdotta qualche anno dopo) per evitare di averla dello stesso colore di altre squadre vicine, ma soprattutto perché il verde rappresentava il colore dominante del nostro Monte Orfano.
Le prime partite con squadre dei paesi limitrofi si giocavano nei campi di campagna (non c’era ancora il “Cesare Guzzi”) ed in particolare nei terreni, dove attualmente sorge il ristorante Touring.
Nel 1920, dopo la prima guerra mondiale, sempre per merito del Sig. Cesare Guzzi, che mise a disposizione l’area dove attualmente ancora si gioca, fu tracciato il campo, si fecero dei lavori di livellamento del terreno, furono messe le porte e per la prima volta l’Unitas Coccaglio poté disporre di un campo regolamentare per le partite ufficiali.
La prima affiliazione dell’Unitas alla Federazione Italiana Giuoco Calcio risale al 1921 come risulta dai documenti ufficiali della F.I.G.C..
La società sportiva diventa sempre più solida e ben organizzata, tenendo conto naturalmente delle necessità di quei tempi. Molti sono i giovani che partecipano alle partite.
Si nota anche un notevole interesse da parte della gente del paese verso la squadra. Non abbiamo notizie precise sui risultati sportivi, ma ci sono citazioni di m merito per tanti giocatori, alcuni dei quali erano ricercati da società importanti della provincia, in particolare si ricordano i nomi di Ernesto Trezzi, Emilio Chilovi, Francesco Cavalleri (Ceco de Paola) e più avanti nel tempo Tito Salvati che aveva un sinistro potente e preciso, Battista Fratus e Piero Fiorentino giocatori decisi e tosti. 
Le vicende dell’Unitas continuano in modo positivo fino all’inizio della seconda guerra mondiale che purtroppo interrompe tutte le attività sportive organizzate.

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DALLA RIPRESA DOPO LA II GUERRA MONDIALE FINO ALLA SOSTA
(1945-1960)

Nonostante tutte le difficoltà causate dalla guerra, anche le società sportive, così come la società civile, riprendono ben presto a funzionare ed a svolgere la loro attività.
I campionati cominciano a diventare un punto di riferimento per tutte le squadre e nei dirigenti cresce la giusta ambizione di riuscire a vincere il campionato. Diventa sempre più diffusa l’abitudine di inserire nelle squadre giocatori che provengono da altri paesi.
Tutto il movimento calcistico diventa sempre più organizzato, molte società collegate ad aziende importanti che garantiscono la solidità finanziaria. Nella nostra provincia primeggiano squadre come la Falk Vobarno, la Marzoli, la Trivellini, la Beretta.
Per l’Unitas non è stato facile la ripresa agonistica dopo la guerra.
Nonostante ci fossero sempre stati giovani appassionati al calcio, che non avevano mai smesso di organizzare partite tra di loro e con squadre di paesi limitrofi, la ripresa ufficiale dell’attività sportiva avvenne negli anni 1946/1947.
Le cronache ci confermano che la squadra militava nel campionato di 2ª Divisione con alterne fortune ma con un crescente interesse da parte della gente.
Nel primo dopoguerra alla guida della Società si alternarono spesso i presidenti e i vari collaboratori: da Bugna Ottorino, primo presidente del dopoguerra a Guarneri Giuseppe (Pinì Muliner), Ferrandi Giuseppe, Manenti Gianbattista (Guargiù).
Per quanto riguarda i giocatori, la prevalenza era di coccagliesi, anche se non mancavano quelli venuti da fuori.
Dopo i primi anni di assestamento l’Unitas riprende la risalita e dal 1952 in avanti, come del resto in tutti i paesi vicini, il calcio diventa una parte importante della vita sportiva della comunità.
La struttura sportiva venne adeguata con la costruzione della tribuna, di un locale per il custode e due stanze per gli spogliatoi.
Prima di questo intervento si cambiavano dove capitava, spesso specialmente in inverno, nelle case di amici che abitavano nelle “case operaie” del campo sportivo, (struttura donata anche questa alla comunità da Cesare Guzzi).
Nel 1956 la Società assume una dimensione che rispecchia l’andamento, di quei tempi delle società sportive dei nostri paesi.
A prendere in mano le sorti della Società sono i fratelli Piva (Angelo e Nino) che lavorano nel campo dell’edilizia.
Il presidente è Angelo i segretari De Maria Guido e Zanardi Giacomo, consiglieri: Pezzotti Duilio, i fratelli Natalino e Battista Festa, Botti Francesco, Casali Giacomo, i fratelli Pagani: Mario, Paolo e Rino, i Cassieri Paletti Mario e Rossi Giovanni, lo storico massaggiatore Angelo Ghidini (Calinàs).
Una migliore organizzazione e l’entusiasmo di molti soci portarono la squadra a raggiungere dei buoni risultati sportivi tanto che in quegli anni si ottiene la possibilità di giocare nel campionato di 1ª Divisione Regionale che a qui tempi era di grande importanza.
Una considerazione tecnica: la squadra non si trovava mai per allenarsi come si fa adesso salvo in qualche occasione particolare (feste settimanali o partite amichevoli), pertanto era molto difficile parlare di gioco di squadra, moduli di gioco e schemi.
Era difficile allora fare l’allenatore, giocatori senza preparazione atletica e senza un minimo di allenamento al gioco di squadra, che a volte si vedevano per la prima volta e soprattutto che si trovava la domenica non sapendo quanti erano a disposizione.
Le persone che si sono alternate nel ruolo di allenatore in quegli anni sono: Frigerio Romanini (che veniva da Torbole Casaglia), Orizio Rino e Angelo Massetti. Tutti hanno svolto, pur in mezzo a mille difficoltà, il loro ruolo nel modo migliore visto risultati ottenuti dalla squadra.
Bisogna dire comunque che questi sono stati anni di particolare rilievo per l’Unitas che ci ha fatto conoscere a livello provinciale e regionale e che ha suscitato nel paese un interesse per il calcio e il coinvolgimento sportivo di tanti giovani.
Molti sono i giocatori che si segnalano in quegli anni molti dei quali di Coccaglio. Alcuni nomi sono ancora noti come quelli di: Ghidini Piero (Giubì), Zani Giovanni (Doro), Messali Rino (Pastina), Messali Genio, Martinazzi Giuseppe, Giacomo Poli, Zanardi Costante, Bruno Orizio, Uberti Massimo, Giulio Franceschetti, Lorini Giovanni, Tortelli Oriente e Torcoli Angelo.
Molti fuori paese: i portieri Baroni Alberto e Grazioli, i giocatori Gavazzi Marcello, Recenti Bruno, Cicognini Carlo, Svanetti Giuseppe, Mazzoldi Guido, Bettinzana Franco, Cappello Enzo, Migliorati Osvaldo, Fontana Fausto, Torrielli Sandro, Baresi Francesco, Tonoli Marco e tanti altri.
Purtroppo inaspettatamente, al termine della stagione sportiva 1959/1960 la dirigenza dell’Unitas decide di non continuare l’attività, di sciogliere la Società e di non iscrivere la squadra al campionato. Le motivazioni di questa scelta portano ai motivi di lavoro dei fratelli Piva e ai crescenti oneri finanziari per la gestione della società.

Ho ripensato spesso a questo avvenimento e devo dire che ancora oggi non mi so spiegare come sia capitata una simile situazione, tenendo conto della realtà di quei momenti. Il paese era in piena ripresa sia sociale che economica, la Società e la squadra suscitavano molto interesse, non mancavano i giovani che avevano passione per il calcio

(Scrive Fausto nel suo libro).

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DALLA RIFONDAZIONE ALLE DIFFICOLTA’ DI GESTIONE
(1960-1975)

Coccaglio rimane senza squadra dal 1960 al 1963 ed il campo “Cesare Guzzi” viene usato solo per partite tra amici e in occasione della Festa dell’Uva.
Nel 1963, nell’ambito dell’oratorio, il curato Don Andrea Ferronato ed un gruppo di amici che collaborano per l’organizzazione del torneo notturno, danno finalmente inizio alla nuova Unitas che per alcuni anni si occuperà solo di squadre giovanili (juniores e Allievi). La sede era nell’oratorio dove si facevano gli allenamenti serali, le partite naturalmente al “Cesare Guzzi”.
Presidente fu nominato Carlo Ferrandi (Carlù), già facente parte della dirigenza dell’Unitas negli anni passati.
Il Consiglio Direttivo era formato dal segretario Bettoni Paolo e dai consiglieri Zani Augusto, Zani Giacinto, Paris Aldo, Lovo Lino e Don Andrea. Come allenatore fu scelto Zani Giacinto (Cinto) buon conoscitore di calcio, persona molto pacata. Come preparatore atletico Lino Lovo.
Nella Stagione 1965/1966 ci fu un avvicendamento tra Zani Cinto e Lino Lovo alla Guida della Squadra anche se Cinto Continuò con impegno a far parte della Società.
L’esperienza degli anni passati l’inserimento di giovani di buone qualità tecniche, in particolare Gervasio Pagani e Roberto Abeni (Altafini), e la condizione atletica eccezionale curata da Lino (quanto faceva correre….), consentì alla squadra “Juniores” di vincere il campionato nonostante che nel nostro girone ci fossero squadre come la Pro Palazzolo, la Clarense e il Darfo Boario.
Sul finire degli anni 1960 e nei primi anni 1970, il calcio giovanile diventa un fenomeno di massa. In pochi anni l’Unitas moltiplica le sue attività e le sue squadre: oltre agli Juniores, vengono formate le squadre appartenenti alle categorie Allievi (15/16 anni) e Giovanissimi (13/14 anni).
Si comincia pure a fare un’attività anche per i bambini 11/12 anni che fino ad allora era impensabile, con un progetto tecnico adeguato all’età dei partecipanti e chiamato N.A.G.C. (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori).
Si passa rapidamente dai 20 ragazzi degli anni 1967/1968 con la sola squadra Juniores ai 100 ed oltre sei primi anni 1970.
Con la squadra Juniores si continuò ancora per altre stagioni sportive ricche di risultati e con la partecipazione di alcuni ragazzi provenienti da altri paesi. Nel 1967/68 la squadra vince il campionato e si classificò al secondo posto nelle finali provinciali.
La persona che più ha determinato le vicende di questi anni è stato Antonio Mussio, nativo di Coccaglio ma residente a Erbusco. La sua entrata in Società in corrispondenza con la presenza come giocatore del figlio ha veramente per alcuni anni cambiato volto alle nostre squadre.
Furono anni ricchi di successi, Lino Lovo faceva da coordinatore delle squadre e le seguiva praticamente tutte nelle partite del sabato e della domenica aiutato da alcuni collaboratori.
Si vinsero tanti campionati in tutte le categorie e partecipammo a tanti tornei e manifestazioni con i N.A.G.C., ricordo quello regionale che si svolgeva al Centro Schuster di Milano al quale partecipavano tutte le migliori squadre della Lombardia.
Tutto questo grande movimento di squadre giovanili ha dato vita anche ad un fenomeno che fino all’ora era poco diffuso: quello dell’interesse delle squadre professionistiche nei confronti dei giovani calciatori che militavano nelle piccole squadre di provincia. L’Unitas, in quegli anni, fu un serbatoio inesauribile per l’Atalanta, in particolare, ma anche per il Brescia, la Cremonese e il Milan.
L’Atalanta che aveva instaurato con noi un buon rapporto di collaborazione tramite il Dott. Brolis e per il fatto che Lino Lovo faceva il massaggiatore proprio nella squadra bergamasca, sono passati: i fratelli Giuliano Giampietro e Mauro Martinelli, Giancarlo Manenti, Renato Mussio, Ado Redaelli (tutti di Rovato), Sergio Vertua, Gianmario Goffi, Oliviero Borra (di Cologne), Nino Rossini, Angelo Paletti, Giannino Valli, Enrico Bettoni (di Coccaglio).
Al Brescia, con il quale in quegli anni ci fu un difficile rapporto, per la pochissima collaborazione, sono andati: Alberto Gamba, Felice Martinelli, Aurelio Cavallini (di Coccaglio).
Alla Cremonese: Giovanni Manenti (di Rovato).
Al Milan: Vittorino Turra (di Zocco di Erbusco).
Alla fina della stagione 1969/1970 Mussio, lascia, per divergenze, l’Unitas.
Dato per scontato che il presidente Mussio ha comunque portato nella società entusiasmo.

quando in una società c’è una sola persona, o poche, che gestiscono tutto il movimento e manca il coinvolgimento degli altri che partecipano alle vicende della Società, immancabilmente si arriva prima o poi a situazioni di disagio e di incomprensione che spesso portano al scioglimento dell’associazione o del gruppo sportivo”.

(Scrive Fausto nel suo libro).

Nella stagione 1970/71 si tentò ancora un passo avanti, un po’ perché molti ragazzi che uscivano dalla squadra Juniores non trovavano sbocchi in altre squadre, un po’ per voler migliorare la nostra attività, si decise di iscrivere la squadra al campionato Under 21, scelta che dal punto di vista dei risultati non è stato un anno particolarmente felice.
L’anno successivo lasciata perdere la Under 21, in società dopo diverse discussioni (non tutti erano d’accordo) si decise di iscrivere la squadra in 3ª Categoria; in pratica l’Unitas rientrava a far parte del calcio dilettantistico.
Furono due stagioni sportive senza infamia e senza lode con giocatori delle nostre squadre giovanili con qualche “anziano” come Oriente Tortelli e Beppe Martinazzi, allenatore Lino Lovo.
Nel 1971in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con molti volontari fu installato il primo impianto di illuminazione al campo “Cesare Guzzi”, Si trattava di un impianto molto primitivo con pali in legno e dei fari che non facevano gran luce; ma il tutto fu sufficiente per trasferire gli allenamenti su un campo grande e poterci preparare meglio alle partite.
Dal 1971 al 1975 la nostra storia vive dei momenti molto altalenanti.
Succede così che nonostante avessimo fatto una stagione con la squadra Under 21 pura (senza fuori quota) non eccezionale (1971/1972), sfruttando l’opportunità che la Federazione dava a questa categoria (poter partecipare al campionato di 2ª Categoria), dopo molta riflessione e con pareri contrastanti si decise di tentare la nuova avventura.
Direi che non eravamo preparati a questo campionato di 2ª Categoria è dire poco. Già facemmo fatica a fare la 3ª Categoria figuriamoci in Seconda, con una squadra di ragazzi prevalentemente giovani e totalmente inesperti.
Fu una stagione disastrosa. Molti giocatori persero l’entusiasmo e voglia di giocare, ma anche in Società ci furono molti che lasciarono la squadra al suo destino, sostenuta e portata in fondo (senza ritirarci dal campionato) dai pochissimi incalliti sostenitori dei colori neroverdi.
Anche in questo caso è facile fare riferimento al vecchio detto paesano “non fare mai il passo più lungo della gamba”.
Negli anni successivi e fino al 1975 si è continuato con le sole squadre giovanili (Juniores, Allievi e Giovanissimi).
Si sentiva, sempre più improrogabile, la necessità di riavere un gruppo dirigenziale solido, che desse sicurezza nella gestione e facesse una programmazione seria ed oculata per il futuro.

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NUOVO GRUPPO DIRIGENZIALE E RINNOVATA STRUTTURA SOCIETARIA
(1975-1990) 

Nell’estate del 1975 si riparte con un Consiglio Direttivo rinnovato e numeroso, (ingresso di 15 nuove persone) ma il desiderio di dare maggiore importanza alla squadra dilettanti, oltre che mantenere tutta l’attività giovanile.
Nuovo presidente fu nominato Felice Abeni che faceva parte del consiglio precedente.
Il nuovo assetto non è condiviso da Lino Lovo che decide di lasciare la società.

“E’ stato questo un momento per me, ma credo anche per gli altri amici, molto doloroso in quanto Lino era stato fin dall’inizio della rifondazione il vero trascinatore della Società, quello che aveva dedicato sicuramente più tempo ed impegno affinché l’Unitas potesse raggiungere traguardi importanti. Inoltre ero molto legato a lui e gli devo particolare riconoscenza per avermi insegnato molto sul piano sportivo, ma anche per le tante testimonianze di solidarietà verso gli altri.”

(Scrive Fausto nel suo libro).

Negli anni successivi la dirigenza diventa sempre più compatta e si creano presupposti per due iniziative che caratterizzano ancora oggi l’Unitas.
Gli incarichi specifici ai vari componenti del Direttivo per meglio gestire la Società, la nascita del Gruppo Tecnico per la programmazione dell’attività sportiva.
Il gruppo tecnico è composto in quegli anni da Beppe Martinazzi, Ippolito Barucchelli, Giulio Cominardi e Fausto Buffoli, presentava alla Società il programma per la stagione sportiva relativo a tutte le squadre (campionati, tornei, manifestazioni) ed alla fine della stagione il resoconto a tutte le squadre di quanto fatto. In questo modo tutti in Società avevano la possibilità di conoscere il programma dell’attività sportiva, ma anche gli allenatori avevano un documento al quale fare riferimento nella stagione delle squadre.
Al termine della stagione 1977/78 l’Unitas vince il campionato di 3ª Categoria (allenatore Fausto Buffoli) e si guadagna l’accesso alla 2ª Categoria. Un risultato storico che ha dato una scossa a tutto l’ambiente e fatto crescere la partecipazione della gente alle vicende societarie.
In questo periodo la presidenza è affidata per alcuni anni a Gianni Fratus che al grande entusiasmo abbina tanto buon senso e molta stima da parte degli altri dirigenti, ma con molta attenzione anche a dare spazio agli altri, c’è un susseguirsi di altri presidenti: Gianni Donghi, (molto breve la sua presenza per la prematura scomparsa), Giulio Dolci, Gianni Abiendi, Felice Donghi, Giacomo Gardoni, che hanno contribuito con il loro impegno a mantenere stabilità nella Società.
Insieme a loro vanno citati coloro che hanno svolto l’importante mansione di segretario: Giorgio Bionda, Giovanni Bressanelli, Enrico Donghi. Oltre al consigliere Luigi Rocco che ha fatto parte del consiglio direttivo per circa 15 anni.
Continua l’attività giovanile e cresce la partecipazione di molti bambini all’attività dei N.A.G.C. (in pratica la Scuola Calcio attuale). In quel periodo si fanno molte manifestazioni e tornei che hanno come base le prove tecniche (percorso tecnico, palleggio, tiri di precisione, slalom). Il nostro torneo è il più conosciuto in provincia e molte società importanti ci onorano della loro presenza.
E’ questo un periodo nel quale l’Unitas si è data una vera e solida struttura societaria che ci consentirà di proseguire per tanti anni nell’attività dilettantistica ma soprattutto di mantenere un’attività giovanile di grande rilevanza nella provincia.
Sono anni per il Settore giovanile di grande impegno e partecipazione, si passa velocemente dai 100 tesserati del 1975 ai 140 degli anni 1980/85 con la presenza di quattro formazioni: Juniores, Allievi, Giovanissimi ed Esordienti oltre al N.A.G.C. che comprende circa 35 bambini dai 9 ai 12 anni.
Anche in questi anni non venne meno l’interesse delle società professionistiche nei confronti dei nostri ragazzi.
In particolare fu la Cremonese a dimostrare maggiore interesse, ma anche il Brescia, l’Atalanta e l’Ospitaletto che in quegli anni con la presidenza di Gino Corioni iniziò una scalata che portò la squadra fino a raggiungere la serie “C”. Con la Cremonese avevamo veramente instaurato un buon rapporto di collaborazione tramite il Sig. Donati responsabile del Settore Giovanile e con il Sig. Gatti, ci furono anche partite amichevoli con le nostre squadre e spesso eravamo invitati ad assistere alle partite della loro prima squadra.
Ma anche con l’Ospitaletto tramite il Direttore Sportivo Sig. Mosconi e l’amico Guido Settembrino ci fu una buona collaborazione.
Con il Brescia ci fu sicuramente un miglioramento nei rapporti anche perché si erano accorti che avevamo tanti bravi ragazzi, ma non fu mai un “vero amore”. Sperando di non dimenticare nessuno proviamo a ricordare quali sono stati i ragazzi che in quegli anni sono andati a fare questa esperienza che, per alcuni di loro è stata molto positiva fino ad approdare tra i professionisti per gli altri quasi tutti sono ritornati a giocare da noi ed alcuni come Aurelio Cavallini è stato poi il capitano dell’Unitas fino alla stagione 2002/2003.
Alla Cremonese sono andati: Enrico Signoroni che ha giocato in molte squadre della serie “C”, Emanuele grasselli, Mauro Solazzi, Silvano Astori, Mosè Milini, Alberto Ferrandi.
All’Ospitaletto: Sergio Lancini giocatore del Bologna e di altre squadre di Serie “B” e “C”, Gian Pietro Gardoni, Franchino Massetti, Giovanni Botti, Roberto Breda, i fratelli Bellini, Luigi Martinelli, che ha giocato in Serie “A” con il Torino ed in tante altre squadre di Serie “B” e “C”, Riccardo Fratus.
Al Brescia: Felice Martinelli, Mauro Dell’Aquila, Giorgio e Ivan Rubagotti, Ermanno Cadeo, Aurelio Cavallini.
All’Atalanta: Enrico Bettoni.
Con L’amministrazione comunale viene trovata una forte intesa per l’utilizzo della struttura sigillata con una convenzione per la gestione del “Cesare Guzzi”.
La convenzione prevede la gestione diretta della Società Unitas del “Cesare Guzzi”, naturalmente con compiti e doveri così da consentire un più semplice svolgimento della propria attività sportiva.
Questa iniziativa inizialmente vista con un po’ di diffidenza si è poi consolidata negli anni successivi.
I risultati si sono visti subito, ma sono ancora più evidenti ora con le modifiche apportate ultimamente alla struttura.
Tutto il complesso sportivo è tenuto bene ed è sempre in ordine, i campi sono curati con particolare attenzione, il custode svolge un’opera di vigilanza e presenza costante, la nostra attività si svolge in modo tranquillo con la possibilità di una programmazione a lungo termine.
Tre manifestazioni di rilievo hanno inizio in quegli anni: la Festa Sociale (1977) ancora oggi punto di riferimento per la nostra Società, il torneo Beppe Martinazzi e la Festa di Natale che coinvolge tutto il popolo dell’Unitas.
Lo scopo della Festa Sociale era di duplice effetto; far conoscere meglio la nostra struttura societaria e l’attività sportiva, anche a quelli che non si seguono direttamente, raccogliere fondi per il sostentamento delle nostre molteplici iniziative.
In questi ultimi anni l’Unitas partecipa con entusiasmo al Natale dello Sportivo organizzato dall’Amministrazione Comunale per tutti i gruppi sportivi del paese.
E’ un periodo in cui l’Unitas dà molta importanza al coinvolgimento dei genitori dei giocatori nella gestione societaria, ma anche come collaboratori dell’attività sportiva delle squadre.
Il crescente numero dei giocatori e di conseguenza delle squadre, aveva bisogno di persone che dessero una mano e questi genitori sono stati per noi di grande aiuto.

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LA STORIA RECENTE
(1990-Oggi)

Sono gli anni che determinano ancora di più la fisionomia dell’Unitas.
A. GRUPPO DIRIGENTE solido e gestione finanziaria sempre sotto controllo.

B. PRIMA SQUADRA che partecipa ai campionati di Prima e 2ª Categoria nella quale sono sempre più numerosi i giocatori che provengono dal nostro Settore Giovanile.

Stagione 1993-1994: promozione, per la prima volta nella sua storia, in Prima Categoria (allenatore Giulio Rivetti).
Grande l’entusiasmo e la soddisfazione per il gruppo storico dei dirigenti dell’Unitas; il presidente di allora Tino Cadeo, Nino Gardoni, Cichino Massetti (accompagnatore ufficiale della squadra), Enrico Donghi (segretario), Giovanni Bressanelli, Renato Rubagotti, Angelo Salvoni, Giulio Cominardi, Italo Paris, Pierino Bonomelli, Marco Grassi, Giovanni Bertelli, Battista Massetti e tutti gli altri in campo a far festa.

Stagione 1998/1999: retrocessione in 2ª Categoria (allenatore Giulio Rivetti prima e Marino Zanetti poi – presidente Elio Belotti).

Stagione 1999/2000: promozione in 1ª Categoria (allenatore Domenico Cucchi).
Il presidente Elio Belotti, il Vice Attilio Lecchi, l’accompagnatore della squadra Cichino Massetti, Angelo Gottardi, Italo Paris, il segretario Stelio Bocchi e tutti gli altri hanno avuto la ricompensa ad un preciso e fortemente voluto ritorno in 1ª Categoria.

Stagione 2002-2003: retrocessione in 2ª Categoria (allenatori Costa prima e Marino Zanetti poi – presidente Elio Belotti).

Stagione 2004-2005: accesso ai Play Off della 2ª Categoria (Allenatore Giulio Rivetti – presidente Vincenzo Filisetti).

Stagione 2005-2006: accesso e vittoria al Play Off ma non si viene ripescati (allenatore Giulio Rivetti – presidente Vincenzo Filisetti).

Stagione 2006-2007: finale di coppa Lombardia persa per 1-0 con il Real Como (allenatore Giulio Rivetti – presidente Vincenzo Filisetti).

Stagione 2009-2010: promozione in 1ª Categoria (allenatore Domenico Cucchi – presidente Marco Grassi).

Stagione 2010-2011: retrocessione in 2ª Categoria (allenatore Domenico Cucchi – presidente Marco Grassi).

Stagione 2013-2014: promozione in 1ª Categoria (allenatore Marco Fornasari – presidente Marco Grassi).

Stagione 2015-2016: accesso alla Categoria superiore della Promozione dopo quattro esaltanti spareggi di Play Off (allenatore Fabio Rainieri – presidente Marco Grassi).


C. SETTORE GIOVANILE che in questi ultimi anni coinvolge circa 120 ragazzi e partecipa ai campionati con 6 squadre; Juniores, allievi, giovanissimi, esordienti e pulcini.

D. SCUOLA DI CALCIO che viene classificata dal Settore Tecnico della Federazione come “Qualificata” e vede la partecipazione di 110 bambini divisi nelle categorie Pulcini e Piccoli Amici.

E. UN GRUPPO TECNICO sempre più qualificato che si avvale di allenatori preparati e propone un’attività sportiva ludico-motoria adeguata all’età dei bambini partecipanti. Inoltre fa rifermento come programmazione, al “progetto Unitas” che è un manuale elaborato dai nostri tecnici.
In questi circa vent’anni la Società ha sempre avuto un costante miglioramento sia gestionale che sportivo, con nuove iniziative ed il consolidamento di quelle già esistenti.

F. L’UNITAS viene coinvolta nell’organizzazione di MANIFESTAZIONI PROMOSSE DALLA FEDERAZIONE che si svolgono a livello provinciale e regionale come il torneo Sei Bravo a…. Scuola di Calcio, le Feste provinciali per i Piccoli Amici, il Fun Football, il Fair Play.

G. CONSOLIDAMENTO dei TORNEI PRIMAVERILI.

  • Inizialmente con il soloBeppe Martinazzi” nato nel 1984 per ricordare un amico che ha dato tanto all’Unitas. Nei primi anni 90 il torneo si faceva con squadre della Categoria Giovanissimi a livello professionistico e la partecipazione del Brescia, dell’Atalanta, della Cremonese, dell’Ospitaletto. Sul Campo del “Cesare Guzzi” hanno giocato giovani calciatori che poi sono diventati famosi come: Pirlo, Bonazzoli, Marcolin, Strada, Bonera e tanti altri.
  • Dal 2004 fa parte la grande manifestazione che abbiamo denominato “Torneo Montorfano”. In questo contesto, tutte le categorie giovanili dalla Juniores al Piccoli Amici hanno il loro torneo. La manifestazione, che dura più di un mese (maggio/giugno), ci da la possibilità di recuperare risorse finanziarie e di ricordare alcuni amici che sono stati, per vari aspetti, protagonisti della storia dell’Unitas.
             • Beppe Martinazzi e Battista Fratus: prima calciatori, poi tecnici e dirigenti.
             • Rina Mazzocchi: per anni la generosa custode del nostro centro sportivo.
             • Roberto Gattoni e Mosè Milini: giovani calciatori troppo presto tolti alle loro famiglie.
             • Silvio Bozza: tecnico e dirigente.
             • Cesare e Pompeo Mazzocchi: benefattori della comunità di Coccaglio.
             • Cesare Guzzi: benefattore e fondatore del nostro centro sportivo.

H. Anche la STRUTTURA HA SUBITO MIGLIORAMENTI:

  • Nel 1991, dopo lunghe ed estenuanti trattative con il proprietario del terreno, tramite un accordo tra Amministrazione Comunale e Società Unitas, si costruisce, a fianco di quello esistente, un secondo campo di misure regolamentari per allenamenti e partite. Questo ci consente di avere uno spazio adeguato alle nuove esigenze delle numerose squadre, ma soprattutto di utilizzare il campo principale solo per le partite del sabato e della domenica.
  • Nel 1998, si procede alla demolizione di tutta la vecchia struttura degli spogliatoi e della tribuna, si costruisce un nuovo impianto che comprende: al piano terra la zona spogliatoi per le squadre (quattro), per gli arbitri (due), l’infermeria, la segreteria e la direzione della Società, il bar e l’abitazione per il custode, nella zona sottostante una sala riunioni, il magazzino ed una stanza per deposito del materiale sportivo. L’anno successivo, si procede anche alla ristrutturazione della nuova tribuna che va così a completare la ristrutturazione dell’impianto (progetti dell’arch. Roberto Taglietti).
  • Nel 2006, tenuto conto della decisione della Società di fare la Festa Sociale al campo in chiusura dei tornei e delle manifestazioni primaverili e della necessità di avere un ambiente adeguato ed in regola con le prescrizioni sanitarie, abbiamo deciso di costruire una casetta-cucina che appunto potesse consentirci di fare la nostra Festa in modo tranquillo e regolare.
  • Nel 2008, vengono realizzati: l’impianto di irrigazione automatica, l’impianto di illuminazione a norma e le protezioni di sicurezza.
  • Nel 2014, viene realizzato il campo sintetico.
  • Nel 2015, il campo sintetico viene intitolato al Dirigente/Allenatore Fausto Buffoli.

La nostra è una realtà che continua ad interessare piccoli e grandi calciatori, basta passare qualche volta dal “Cesare Guzzi” per rendersi conto di quanta passione sportiva sprigiona questa nostra attività. Quasi cento anni di storia, quindicimila partite, tremila calciatori, centinaia di dirigenti, tecnici, collaboratori.
Questa è l’Unitas … una Storia Neroverde! 

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